Associazioni di appartenenza

  • Associazione degli Industriali di Ravenna
  • 3ASI - Associazione Nazionale degli Esperti in Affidabilità
  • AIAS - Associazione Italiana Ambiente e Sicurezza
  • AIDII - Associazione Italiana degli Igienisti Industriali
  • NFPA - National Fire Protection Association
  • AICQ - Associazione Italiana Cultura Qualità
  • ROCA - Ravenna Offshore Constructors Association
  • SPE - Society of Petroleum Engineers

Referenze

Gruppo ENI

T&C Traghetti e Crociere

Gruppo Hera

Proger

Società Padana Energia

Consorzio Bonifica

Autorità Portuale Ravenna

Consorzio Agrario Ravenna

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I servizi di Crea srl per la Security portuale nel dettaglio

Come proteggere le aree portuali ed assicurare un efficace sistema di sicurezza per il traffico merci e passeggeri

Scenario di riferimento

I porti, spesso situati in prossimità di città, assumono un ruolo essenziale del sistema logistico di trasporto, in quanto consentono il collegamento fra le rotte marittime e terrestri del commercio e del traffico passeggeri.
L'impatto delle minacce ordinarie o straordinarie per la sicurezza portuale è particolarmente rilevante ed appare in tutta la sua evidenza in considerazione che:

  • il 90% dei commerci esterni alla CE avviene via mare;
  • il 40% dei commerci interni alla UE avviene via mare.

S'impone pertanto l'esigenza di salvaguardare, le vie di Rifornimento e  Commercio, al fine  di far crescere negli utenti (utilizzatori della struttura Portuale) quella fiducia e quella Sicurezza necessaria a prediligere un porto invece di un altro.
Un fattore importante per la crescita dell'economia è legato pertanto all’incremento dei volumi di merci e dei passeggeri, trasportati via mare e ciò può avvenire attraverso una consolidata osmosi nel binomio "Sicurezza e trasporto" sfruttando al meglio il contesto organizzativo, normativo e tecnologico.

Contesto organizzativo

Per organizzare un sistema di sicurezza efficace, necessità tener conto di vari aspetti e di un'analisi di rischio del terminal al cui interno si deve intervenire, prevedendo:

  • l'individuazione di minacce e vulnerabilità;
  • l'analisi dei controlli già in essere;
  • la valutazione delle probabilità degli eventi dannosi;
  • la valutazione dell’impianto come stima delle potenziali perdite;
  • la determinazione del livello di rischio;
  • la realizzazione operativa di contromisure opportune ad effettuare sia il monitoraggio che le operazioni correttive per abbattere il livello di rischio.

Un programma, specializzato per l'analisi dei rischi e la pianificazione delle misure di sicurezza, suddiviso in quattro fasi:

  1. Pianificazione
  2. Realizzazione
  3. Controllo
  4. Correzione

Il predetto ciclo è molto utile per il miglioramento della qualità, attraverso l'applicazione di un metodo ordinato ed efficace, nella gestione dei contesti portuali.

Situazione normativa

L'impianto normativo sulla sicurezza portuale considera molti aspetti:

  • l'elevato traffico dei beni, mezzi ed individui coinvolti nella filiera marittima; basti pensare all'elevato traffico dei "Container" che giornalmente vengono lavorati nei porti commerciali ed industriali o all'elevato numero dei marittimi che transitano, senza contare tutte le persone che transitano nei porti turistici nel periodo estivo;
  • le diverse modalità di trasporto Internazionale dei beni dalla produzione alla destinazione finale, con interoperabilità normativa articolata a seconda che sia su rotaia, gomma, via mare, via aerea o fluviale;
  • potenziali conflitti di competenza giurisdizionale dovuti alla presenza nell'area portuale di rappresentanti Istituzionali e non dediti alla sicurezza pubblica quali: Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Dogana, Vigili del Fuoco, Polizia di Frontiera;
  • il numero elevato delle persone che operano nell'area Portuale, società di trasporto su gomme, compagnie navali, agenti marittimi, ecc…;
  • il coinvolgimento di attori pubblici e privati chiamati al sostenimento delle spese di un progetto portuale.

A livello Europeo la normativa di riferimento è la direttiva UE 725/2004 che si rifà a quella Internazionale, ovvero al capitolo Xi-2 della convenzione SOLAS (International Convention for Safety of life at sea )e all'ISP CODE (International Ship and Port Facility Security Code).

In Italia, la Sicurezza Portuale si basa sulle funzioni governative del CISM (Comitato Internazionale per la Sicurezza Marittima nei Porti), che ha il compito di elaborare un programma nazionale contro gli atti terroristici rivolti al settore Marittimo e di stabilire il livello di sicurezza secondo quanto fissato dall'IMO (International Maritime Organization).

L'International Marittime Organization

Nel Dicembre del 2002, a poco più di un anno dell'attentato alle torri gemelle di New York, sotto pressione da parte degli Stati Uniti, viene emanato dall'IMOISPS Code.

Le nuove disposizioni di natura obbligatoria, emanate per rafforzare la protezione del trasporto marittimo prevedono un insieme di misure di sicurezza articolate su tre livelli e sono sia attivi che passivi, si possono classificare in (normale, rafforzato ed elevato) la cui attuazione concreta e correlata ad una attenta analisi dei rischi.

In particolare, il nuovo ordinamento dei trasporti navali rende obbligatoria, l'individuazione di soggetti responsabili, per la giusta applicazione delle misure di sicurezza sia per le navi che per gli impianti Portuali: a bordo nave (agente di sicurezza della società navale), impianti portuali (Agente per l'impianto portuale) e la definizione di un Piano di Security (preparato sia dalla compagnia navale che dal terminalista per le port facility), detto piano deve tener conto di un'attenta snalisi dei rischi sia della nave che del limpianto Portuale.

La direttiva europea

La direttiva U.E 2005/65, unitamente al D.Lgs 203/2007, ha contribuito ad ampliare i concetti di security portuale, emanando una serie di prescrizioni che coinvolgono l'intero sistema di approdo navi, la movimentazione di persone e merci provenienti dal mare e non solo difatti prevede un controllo più accurato e selettivo anche per acceso al terminal stesso.

Tale procedura presuppone l'applicazione di strumenti di valutazione del rischio e di pianificazione dei piani di sicurezza in un area molto estesa e complessa, caratterizzata da spazzi comuni, aree di transito e viabilità, depositi, parcheggi, sosta di container sia vuoti che pieni, tutti connessi al trasporto marittimo, anche se distanti dall’interfaccia nave/porto.

Sulla base di detta normativa internazionale, integrata dalle linee guida nazionali, il settore marittimo portuale è stato così coinvolto in un vasto piano di adeguamento del proprio sistema di security.

La Security Portuale - Port Facility Security Assessment (PFSA)

L'autorità Portuale (ove costituita, altrimenti l'Autorità Marittima) ha la responsabilità di effettuare la valutazione del rischio degli impianti portuali e delle parti comuni.
Al fine di ottimizzare al meglio quando indicato dalle normative, le Autorità designate possono avvalersi della consulenza di società specializzate nel settore della security portuale, per l'elaborazione dell'attività di pianificazione e la gestione del sistema di sicurezza.

Sulla base delle linee guida emanate dal CISM, la valutazione del rischio avviene secondo il seguente schema:

  • Valutazione scenari ed individuazioni dei possibili obiettivi:
    vanno debitamente considerati scenari di rischio connessi ad attentati terroristici, attività di taccheggio, traffico di esseri umani;
  • Individuazione dei punti di debolezza e valutazione del rischio:
    vengono ipotizzati eventi anche molto improbabili, ma con alto potenziale di impatto in termine di perdite di vite umane e di danno all’impianto portuale;
  • Indicazione delle misure di mitigazione:
    il PFSA deve contenere un'indicazione circa le possibili misure di mitigazione, sia di tipo organizzativo che infrastrutturale, nella prospettiva di ridurre la probalità e l'incidenza dell'evento.

Port Facility Security Plan (PFSP)

Il Port Facility Security Officer (PFSO), ha la responsabilità di realizzare, sulla basde delle indicazioni contenute nel PFSA e secondo le indicazioni della normativa di riferimento, il Piano di Security dell'impianto Portuale.
In questo documento sono contenute tutte le indicazioni relative alle misure organizzative, tecniche ed infrastrutturali che la società terminalista deve porre in essere a difesa della propria azienda e all’interfaccia nave/porto, con riguardo a ciascuno dei tre livelli di Security previsti dalle normative.

L'ISPS Code, individua i principali contenuti del Piano di Sicurity dell’impianto stesso:

  • Accesso alla Port Facility:
    è previsto il rigoroso controllo degli accessi alle aree portuali, per garantire sia la security che la Safety degli utenti in  questa particolare infrastruttura.
  • Zone ad accesso ristretto:
    con questa espressione si fa riferimento ad aree particolarmente sensibili del sito (deposito di carbo lubrificanti  in genere, centrali elettriche, telefoniche e radio, sale di controllo e quant'altro previsto dai vari piani in relazione agli impianti stessi), essendo essi ritenuti obbiettivi di cruciale rilevanza che meritano una specifica protezione in caso di attacco esterno.
  • Movimentazione del carico:
    il controllo del carico, sia in entrata nel territorio che in uscita, rappresenta un momento delicato e cruciale delle attività commerciali di un Terminal, quindi lo stesso va disciplinato, attraverso il PFSP , secondo puntuali protocolli di sicurezza, al fine di garantire massima sicurezza sia al committente che agli operatori portuali presenti nel sedimento portuale.
  • Consegne delle provviste di bordo:
    l'ingresso delle provviste a bordo nave, deve avvenire solo a seguito di accurati di controlli sull'identità, sulla ragione e sulla tipologia di merce da consegnare.
  • Movimentazione del bagaglio non accompagnato:
    in presenza di navi crociere, la gestione dei bagagli, in particolare quello gestito in assenza del proprietario, riveste perticolare criticità; il Programma Nazione di Sicurezza Marittima, in merito prevede delle procedure minime da tenere in considerazione, sia per la parte organizzativa  di formazione, che per la scelta della strumentazione necessaria per il controllo del bagaglio.
  • Sorveglianza e pattugliamento:
    nell'ambito della sorveglianza della port facility, l'aiuto tecnologico e la componente umana altamente specializzata nel settore, sono indispensabile per il controllo del sistema portuale inteso sia come banchine che come depositi, di norma va utilizzato personale fomato al fine di garantire un pattugliamento, spesso affiancati da videosorveglianza più o meno sofisticati. La scelta della soluzione dipende in massima parte dal livelo di rischio,accuratamente in fase di risk assessment e dalla infrastruttura portuale.
  • Comunicazione di security:
    deve essere garantitala possibilità di effettuare comunicazioni, relative agli aspetti di security (sia attraverso sistemi radio che telefonici e mediante la rete internet) all'interno della nave e all'esterno, in ogni momento, soprattutto in situazioni di emergenza.
  • Formazione, informazione e familiarizzazione:
    l'ISPS e il Programma Nazionale di Sicurezza Marittima prevedono, percorsi formativi definiti per tutti coloro che esercitano a vario titolo compiti di security.

La formazione è destinata PFSO e ai loro deputy. L'informazione al personale con diretti compiti di security ha per oggetto i contenuti del PFSP, mentre per tutto il restante personale del Port facility è previsto un livello minimo di familiarizzazione con i protocolli di sicurezza, per tutti sono previste delle esercitazioni e rinnovi di certificazione.

Sistema integrato di sicurezza portuale

PER ATTUARE UN EFFICACE SISTEMA DI SICUREZZA A 360°  E' FONDAMENTLE DEFINIRE UN PROGETTO CHE SIA FRUTTO D'ACCURATI SOPRALLUOGHI E ATTENDI CALCOLI CHE TENGANO CONTO DELLE VIGENTI DISPOSIZIONI DI LEGGE.

  • Security control room:
    deve essere costituita da una sala di controllo dalla quale è possibile tenere costantemente sotto le aree portuale, i perimetri e gli accessi, sistemi di archiviazione ed elaborazione delle immagini e degli allarmi che provengono dal campo. Ciò consentirebbe la gestione del passaggio da un livello di sicurezza a quello superiore e viceversa, oltre a garantire una efficace interazione con le autorità competenti del settore;
  • Integrazione dei sistemi di Sicurezza:
    mediante una piattaforma software scalabile è possibile integrare i sistemi di sicurezza portuale; grazie, infatti, ad un'unica interfaccia, facilmente gestibile dall'operatore;
  • Controlli accessi della persone e Monitoraggio banchine ed aree interne; avviene tramite l'impiego di persone qualificate ed idoneamente preparate, atti alla verifica sia dei documenti e alla relativa registrazione, per i sedimenti commerciali saranno in grado anche di effettuare la pesa nel rispetto della normativa, con un sistema di telecamere verranno monitorate tutte le aree più significative;
  • Controllo perimetrale:
    è costituito da un sistema di telecamere e di vigilanza dinamica ove richiesto;
  • Aree ad alta sicurezza per crociere:
    controllo dei viaggiatori e dei bagagli, con l'utilizzo da un insieme di apparati necessari per il controllo delle persone e dei bagagli che dovranno imbarcarsi, quali Metal detector e utilizzo degli scanner a raggi X per i bagagli;
  • Regolamentazione traffico e parcheggi interni:
    utilizzo di personale, idoneamente istruito al fine di ottimizzare meglio lo spazio disponibile;
  • Controllo aree di stoccaggio merci pericolose:
    viene effettuato con l’impiego di personale qualificato in grado di regolamentare l’accesso solo alle persone autorizzate ad entrare in dette aree sensibili;
  • Controllo accessi auto e mezzi destinati all’imbarco;
  • Scanner per container:
    utilizzo degli scanner ove esistenti ed eventuale progettazione ed utilizzo di altri scanner, sempre utilizzando personale qualificato;
  • Rete di comunicazione radio:
    tutto il personale dipendente sarà munito di ricetrasmittente e di telefonini ed avranno a loro disposizione tutte le utenze da contattare in caso di necessità;
  • Protezione aree tecniche e sensibili;
  • Ove richiesto sarà impiegato personale qualificato con turni di vigilanza h 24.

Gruppo CNS - Safety Security

Il gruppo nasce per l'esigenza di creare un centro di formazione del personale addetto alla Safety Sicurety, sia in ambito privato che pubblico, con l'obiettivo di diventare Security Partner di clienti esigenti.

Il gruppo già operante all'interno di alcune Port Facility, con la formazione di questo centro intende offrire soluzioni innovative ed integrate nei vari settori del mercato già presenti sul territorio